.lunedì, 08 dicembre 2008.
Postato da CSSBT alle 14:42
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04/12/08
Oggi gli studenti e le studentesse di RomaTre, che da mesi si mobilitano contro la 133 e i provvedimenti del governo su scuola e università, hanno contestato il convegno dal titolo “la Rete di Obama” che si è svolto nell’aula magna del rettorato dell’università.
Protagonisti della conferenza sono stati i rappresentanti di aziende e multinazionali come Tim, Wind, Sky, Microsoft; ha poi rinunciato a partecipare l’onorevole Bocchino, invitato dall’università.
La presenza di questi rappresentanti , dimostra la complicità già esistente fra le università e le multinazionali che continuano a portare avanti politiche di licenziamenti e assunzioni a tempo determinato, che rappresentano l’aspetto più evidente della precarietà contro cui ci mobilitiamo da mesi.
Abbiamo dimostrato la nostra indignazione nei confronti di un ateneo che, nonostante i proclami e le parole di circostanza, continua a invitare esponenti del governo che reputiamo essere gli unici e veri provocatori di questo paese (ricordiamo le parole di Bocchino sui fatti di piazza Navona del 29 ottobre, che addossavano le responsabilità delle violenze agli studenti antifascisti).
Questi signori sono gli unici responsabili della crisi economica che viviamo e che non saranno certo gli studenti e le studentesse a pagare.
FUORI LE AZIENDE DALLE UNIVERSITA’
VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE

Postato da CSSBT alle 14:40
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.giovedì, 20 novembre 2008.
Postato da CSSBT alle 19:05
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.domenica, 26 ottobre 2008.
Postato da CSSBT alle 12:52
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.lunedì, 20 ottobre 2008.
SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA C'E'!!!
Postato da CSSBT alle 23:14
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roma 17 ottobre
Postato da CSSBT alle 23:11
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.mercoledì, 15 ottobre 2008.
da http://tutoronlinequalificati.wordpress.com
Pubblicato da romaguido su 15 Ottobre 2008La camera ha approvato ieri, 14 ottobre 2008, la mozione presentata dai deputati del Carroccio, guidati da Roberto Cota, sull’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo.
Si stabilisce così che, effettuato un test d’ingresso, gli studenti che non superino la prova vengano destinati alle classi cosiddette “di inserimento”, onde seguire percorsi differenziati. I ragazzi stranieri potranno quindi essere inseriti in una delle classi dell’istituto, per continuare il loro percorso formativo assieme agli studenti italiani, solo dopo aver dimostrato di aver raggiunto un sufficiente livello di preparazione in relazione agli obiettivi minimi prefissati.
La norma, secondo i deputati leghisti, dovrebbe impedire che la regolare attività didattica possa subire gli intralci e i rallentamenti che potrebbero derivare da una repentina integrazione dei ragazzi stranieri nelle classi di appartenenza.
Molti i pareri discordanti levatisi, tanto dal mondo della scuola, che peraltro aveva già messo in guardia contro provvedimenti del genere, quanto dal mondo politico e sindacale.
Non commenterò direttamente la norma, per la quale, tuttavia, non posso esimermi dall’osservare che getterebbe alle ortiche tutti gli sforzi fatti in materia di integrazione, valorizzazione delle differenze, multiculturalità ma, trovandomi oggi in una fase di rimembranze, ritorno col pensiero all’epoca della mia fanciullezza, per ricordare un episodio grottesco capitato nella mia classe.
Ad un certo punto dell’anno scolastico si decise di fare un esperimento, dislocando i ragazzi che si erano mostrati meno ricettivi nei confronti dei contenuti svolti in una classe differenziale, definita eufemisticamente “di aggiornamento”.
Non scorderò mai lo sguardo del ragazzo che, confuso e sbigottito, veniva d’ufficio allontanato dalla nostra classe, né la risposta del compagno che, al momento dell’appello, sentendo chiamare il ragazzo trasferito, spiegò: - No, professore, non è più con noi: lo hanno mandato nella classe di “concentramento”!
Beata innocenza!
Postato da CSSBT alle 22:07
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.martedì, 07 ottobre 2008.
La Repubblica di domenica 5 ottobre
Postato da CSSBT alle 13:25
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.mercoledì, 01 ottobre 2008.
Postato da CSSBT alle 14:07
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.giovedì, 11 settembre 2008.
Possiamo ancora fermarli basta che il decreto legge decada in Parlamento
Il primo giorno di scuola dimostriamo con un segno nero di lutto la nostra indignazione per come questo paese tratta i suoi bambini
Lettera aperta ad Insegnanti, Genitori, Cittadini,
Parlamentari, Associazioni e Sindacati
Il primo settembre 2008, a tradimento, senza che nulla trapelasse, è comparso sulla Gazzetta Ufficiale il DL 137/08 che contiene l’articolo 4, di cui finora nessuno ne aveva parlato, che con la reintroduzione dell’insegnante unico nella scuola elementare riporta indietro d’un solo colpo il mondo della scuola, cancellando i moduli ed il tempo pieno nella scuola elementare.
Dal 2009 i bambini italiani avranno una scuola povera; saranno privati della possibilità di utilizzare spazi e tempi di arricchimento personale. Gli insegnanti saranno privati del tempo necessario per seguire, in mondo personalizzato, gli alunni in difficoltà e permettere agli 'eccellenti' di esprimersi al meglio. Molti bambini, con i genitori che lavorano, passeranno da soli interminabili pomeriggi davanti alla televisione o saranno lasciati in mezzo alla strada.
D’un colpo, senza alcuna discussione nel paese e in Parlamento, hanno azzerato la scuola elementare, proprio mentre tutti gli indicatori internazionali la riconoscono come una tra le più qualificate del mondo.
Hanno fatto una radicale “riforma” di “nascosto”. Con un Decreto Legge! Cosa senza precedenti! Un disastro fatto solo per fare cassa a spese delle opportunità e delle speranze dei bambini. Il Parlamento Italiano è stato espropriato della propria sovranità.
L’attuale complessità culturale richiede, in modo più pressante che mai, la disponibilità di persone che collaborino ad una formazione integrale ed integrata, fatto completamente ignorato da questo Governo.
Hanno umiliato gli insegnanti e la loro professionalità.
Le famiglie saranno messe in seria difficoltà, in particolare i genitori con bambini frequentanti il tempo pieno, se vorranno conservare il lavoro, dovranno affidarsi a improbabili doposcuola a pagamento che rischieranno di trasformarsi, come un tempo, in ghetti sociali.
L’associazione professionale Proteo Fare Sapere fa appello a TUTTI gli insegnanti perché dimostrino con un gesto fortemente simbolico la loro tristezza e contrarietà: andiamo TUTTI a scuola il primo giorno con un segno nero di lutto.
E’ un’ idea che gira su internet, ci sembra buona; un’idea che può essere sostenuta da ogni insegnante, a cui chiediamo di organizzare i colleghi facendo il passaparola, dalle altre associazioni professionali, dai sindacati.
Chiede a tutti gli insegnanti di rivolgersi ai loro Parlamentari perché, quando si tratterà di convertire il decreto legge definitivamente in legge dello Stato (c’è tempo 60 giorni), intervengano a favore di una buona scuola, e per disapprovare chi vuol fare cassa a spese dei bambini.
Chiede a tutti i Parlamentari, anche di maggioranza, di non votare la conversione in legge definitiva del Decreto.
Chiede in particolare all’Opposizione di fare anche ostruzionismo pur di far decadere un dannoso e non necessario Decreto Legge. Infatti anche gli altri contenuti del decreto possono aspettare.
L’esecutivo nazionale di Proteo Fare Sapere
Postato da CSSBT alle 14:22
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